C'era una volta, in una grande città, una chiesa davvero splendida.

Dall'ingresso principale si riusciva a malapena a scorgere 1'altare di pietra che si trovava all'altro capo.
Di fianco alla chiesa si levava un campanile, simile a una torre, così alto nel cielo che la punta si distingueva soltanto quando il tempo era molto limpido. Lassù nella torre vi erano delle campane che si diceva fossero le più belle e le più sonore del mondo, ma nessun essere vivente le aveva mai sentite!
Erano le campane speciali di Natale: potevano far udire i loro rintocchi solo la notte di Natale e, per di più, soltanto quando fosse stato deposto sull'altare il più grande e il più bel dono al Bambino Gesù.
Purtroppo, da molti anni non si era avuta un'offerta così splendida da meritare il suono delle grandi campane. Tuttavia, ogni vigilia di Natale, la gente si affollava davanti all'altare portando doni, cercando di superarsi gli uni con gli altri, gareggiando nell'escogitare offerte sempre più straordinarie. Nonostante la chiesa fosse affollata e la funzione splendida, lassù nella torre di pietra si udiva soltanto fischiare il vento.
In un villaggio abbastanza lontano dalla città viveva un ragazzo di nome Pedro, insieme al suo fratellino Filippo.
Essi avevano sentito parlare delle famose offerte della vigilia di Natale, e per tutto l'anno avevano fatto progetti per assistere alla grande e sfarzosa cerimonia, e per la Messa di mezzanotte.
Il mattino precedente il giorno di Natale, all'alba, mentre cadevano i primi fiocchi di neve, Pedro e Filippo si misero in cammino.
Al calar della notte, avevano già quasi raggiunto la porta della città quando, per terra davanti a loro, scorsero una povera donna che era caduta nella neve, troppo stanca e malata per cercare rifugio da qualche parte.
Pedro si inginocchiò cercando di alzarla, ma non vi riuscì.
"Non ce la faccio, Filippo" disse Pedro. "È troppo pesante. Devi proseguire da solo".
"Io? Da solo?" esclamò Filippo "Ma allora tu non ci sarai alla funzione di Natale".
"Non posso fare altrimenti" disse Pedro. "Guarda questa povera donna. Il suo viso è simile a quello della Madonna nella finestra della cappella. Morirà di freddo se l'abbandoniamo. Sono andati tutti in chiesa, ma io starò qui e mi prenderò cura di lei fino alla fine della Messa. Allora tu potrai condurre qui qualcuno che l'aiuti.
Ah, fratellino, prendi questa monetina d'argento e deponila sull'altare:
è la mia offerta per ilBambino Gesù: Su, ora corri!”
E mentre il bambino si avviava verso la chiesa, Pedro sbatté gli occhi per trattenere le lacrime di delusione che gli rigavano le guance. Poi passò un braccio dietro al capo della povera donna che si lamentava debolmente e cercò di sorriderle.
"Coraggio, signora", le disse, "tra poco arriverà qualcuno".
Nella grande chiesa, la funzione di quella vigilia di Natale fu più splendida che mai! L'organo suonò e i fedeli cantarono e, alla fine della funzione, poveri e ricchi avanzarono orgogliosamente verso 1'altare per offrire i loro doni.
A poco a poco, sull'altare, si accumularono oggetti splendidi d'oro, d'argento e d'avorio intarsiato; dolci elaborati nei modi più impensati; stoffe dipinte e broccati. Ultimo, in un gran fruscio di seta e tintinnar di spade, il re del paese percorse la navata. Portava in mano la corona regale, tempestata di pietre preziose che mandavano barbagli di luce tutto intorno.
Un fremito di eccitazione scosse la folla.
"Senza dubbio questa volta si sentiranno suonare le campane a festa!" mormoravano tutti.
Il re depose sull'altare la splendida corona.
La chiesa piombò in un silenzio profondo.
Tutti trattennero il respiro, con le orecchie tese per ascoltare il suono delle campane. Ma soltanto il solito freddo vento sibilò sul campanile. I fedeli scossero la testa increduli. Qualcuno cominciò a dubitare che quelle strane campane avessero mai suonato. "Forse si sono bloccate per sempre!" sosteneva qualche altro.
La processione era terminata e il coro stava per iniziare l'inno di chiusura, quando all'improvviso l'organista smise di suonare paralizzato. Perché d'un tratto dalla cima della torre si era levato il dolce suono delle campane.
Un suono ora alto ora basso, che fluttuava nell'aria riempiendola di festosa sonorità. Era il suono più angelico e piacevole che mai si fosse udito. La folla restò un attimo eccitata e silenziosa. Poi, tutti insieme, si alzarono volgendo gli occhi all'altare per vedere quale meraviglioso dono aveva finalmente risvegliato le campane dal loro lungo silenzio.
Ma non videro altro che la figura di Filippo che silenziosamente era scivolato lungo la navata per deporre sull'altare la monetina d'argento di Pedro.
Cari amici un piccolo grande dono : un'offerta è gradita non perchè è abbondante ma per la disposizione del cuore di chi offre.Più importante di tutto , allora , rimane sempre l'amore
Buon lunedi 23 dicembre e un abbraccio a tutti
ros

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Commento da Silvano TOP su 23 dicembre 2019 a 12:25

Cara Ros :BELLISSIMA !! nella sua lezione di semplicità da ricordare per tutti!! Ciaoo, ancora un Augurio di sereno e felice Buon Natale a te a Famiglia :)

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