Auguri a tutti i soci per un felice 2020. Sia un anno felice e piena di gioia, anche nel bridge.

Aggiungo un piccolo racconto che in chiave scherzosa mette in risalto che a volte partecipare alle gare e molto "avventuroso"

Prima del racconto, invito i soci che frequentano il sito, di ricordarsi dare il piccolo contributo annuale per aiutare Rosalba a gestire le spese.

Benvenuti sul podio delle Olimpiadi degli sfigati. Quelli senza doping né sponsor. Umani, pure troppo : ma gli unici forse che valga ancora la pena di raccontare.
Terzo classificato medaglia di bronzo
Eric Moussambari (Guinea Equatoriale)
Imparò a nuotare a gennaio.

Sette mesi dopo partì per Sidney, dopo aver vinto i campionati dell Guinea Equatoriale (partecipanti uno : lui in una piscina di appena 20 metri. Non aveva mai nuotato i 100 stile libero tutti in una volta e dovette vedersela in batteria con un paio di temibili avversari : Kerim Bare, detto l’ugandese in ammollo, e Pankov Oripov del Tagiskistan, che più che un nuotatore sembrava un buttafuori.


I due si tuffarono prima dello sparo : probabile che si fossero inciampati. Ma il regolamento non ebbe pietà e li squalifico. Che belle le Olimpiadi, penso Eric, riguadagnando l’uscita, ho vinto senza neanche bagnarmi. “Scusi ma che fa?” lo bloccò un giudice, “lei deve gareggiare lo stesso : dobbiamo prenderle il tempo”. “Ma sono rimasto solo”. “Ebbene gareggi da solo”


Sono strani, questi australiani, borbotto Eric, mentre risaliva sulla pedana. Piegò leggermente le ginocchia per bilanciarsi e poi si buttò in acqua con una panciata clamorosa. Per lunghi attimi non riemerse nulla. Finalmente venne a galla un sedere, ricoperto da un antico costumino speedo. Della testa non si ebbero notizie che alla sesta bracciata, la prima che Eric riuscì a compiere senza bere una damigiana di cloro.


Il suo stile era molto libero, praticamente anarchico. Il gomito si sollevava fino l soffitto prima di ricadere in acqua con rumore di valanga. Il tempo a meta gara:40 secondi. Se avesse fatto il morto col materassino ci avrebbe messo di meno.
La seconda vasca fu ancora più crudele. Eric imbarcava acqua come un canotto sgonfio. Le braccia facevano cic-ciac sulla superficie, ma il corpo restava immobile, neanche la piscina fosse in salita. All’improvviso le sue gambe sparirono negli abissi. Forse stava cercando di metterle a terra, così almeno avrebbe potuto camminare sul fondo. Ma la mossa si rivelò sbagliata e gli costò una bevuta supplementare: zampillava dal naso come una balena.

Cercò la riva con gli occhi.
Eric si guardò intorno : era indubbiamente solo. Rinfrancato, puntò verso la costa con rinnovata energia. Un'altra scarica di bracciate gli permise di toccare terra. Aveva vinto. Usci dall’acqua con un’espressione orgogliosa sul volto. Il pubblico, commosso, gli regalò un ovazione che lui contraccambiò con un inchino. Tempo finale : 1 minuto e 52 secondi.

Entrò nella storia.

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