10 DICEMBRE
Mancano solo pochi giorni a Natale e nelle famiglie, così come per le strade, tutto sembra essere in attesa dI quest’importante ricorrenza. 
Tutto, durante il periodo natalizio “si veste a festa”: pupazzi di neve, palline ed altre fantasiose decorazioni impreziosiscono le vetrine dei negozi, le strade si illuminano e le case vanno ad assumere nuove sembianze, tra oggetti e colori caratteristici di questa festività.
Il Natale, tra tutte le ricorrenze annuali, è di sicuro la più sentita, poiché al di là della sua valenza religiosa, è in grado di coinvolgere grandi e piccini, seppur a diversi livelli di eccitazione. 
Chi ha la fortuna di avere un bimbo in casa, sa di cosa sto parlando: per i piccini il Natale è magia, mistero, fantasia ed attesa, ingredienti, questi, che crescendo, per ragioni di natura diversa, l’adulto tende a dimenticare, ma che con un po’ di impegno e con la vicinanza di un bambino, può facilmente recuperare!
L’infanzia, nella maniera più assoluta, è l’epoca dell’entusiasmo, del “tutto è possibile”, dell’eccitazione nella sua forma più pura, della fantasia … quella fantasia che ti permette di credere nell’esistenza di un omone vestito di rosso con la barba bianca, che in una sola notte, trainato dalle renne nella sua slitta sfavillante è in grado di portare a tutti i bambini del mondo, i doni tanto desiderati.

I bambini nella loro naturalezza possono certamente re-insegnarci, specie in un periodo dell’anno così speciale, che è bellissimo fantasticare, che stare con la propria famiglia, laddove sia possibile, non è poi un’impresa così difficile, che la condivisione è di gran lunga più gratificante dello stare soli e che anche le piccole cose, se fatte con le persone giuste, possono regalare bellissime emozioni.

Per noi adulti, la prima regola da seguire è “lasciarsi contagiare dall’eccitazione e dalla spontaneità dei propri bambini” (figli, cuginetti o nipoti che siano), il che vuol dire “tornare un po’ piccini” per predisporsi a riscoprire il gusto dell’attesa. 
Saper attendere è un’abilità che tutti dovrebbero acquisire e che più di altre, ci consente di stare a contatto con i nostri desideri più profondi, per poi trovare la forza e la determinazione necessaria alla loro realizzazione. 
La capacità di attendere, rimandando la soddisfazione immediata di un bisogno, è un insegnamento che noi adulti abbiamo il dovere di trasmettere ai nostri bambini, affinché possano crescere sapendo che gran parte di ciò che si sogna, arriva a concretizzarsi solo con tempo, impegno e dedizione.

Il rituale dell’attesa, nel periodo natalizio, può contenere tanti piccoli momenti che ognuno può personalizzare e costruirsi su misura.
In fondo, il Natale è per eccellenza la festa in cui nascono le più belle tradizioni familiari che, nella loro forma originaria o con qualche piccolo adattamento, diverranno parte del bagaglio delle generazioni future. 
Pertanto, sapere che quel tempo condiviso con i propri bambini, in qualche modo lascerà un segno indelebile nella loro storia, può essere di grande motivazione rispetto alla riscoperta della famosa “magia”del Natale

I bambini possono davvero essere preziosi per stimolarci a ritrovare certi “sapori” legati al Natale: la loro eccitazione, la loro gioia di fare e l’entusiasmo impresso nelle loro faccine, può realmente trascinarci in un viaggio meraviglioso all’insegna della riscoperta del senso più profondo del Natale e della bellezza del tempo trascorso con chi si ama.
BUON LUNEDI 10 dicembre e un abbraccio a tutti
ros

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